Smettiamola di pensare che l’uncinetto sia soltanto centrini e coperte, sono ormai anni che l’uncinetto viene usato da scienziati di tutto il mondo (e non solo) come metodo educativo e dimostrativo.
Da anni seni e peni ad uncinetto sono utilizzati nel mondo per sensibilizzare le persone sulla questione del cancro alla mammella o della prostata. Un modo provocatorio? certo che si! ma il fine giustifica sicuramente i mezzi, non credete? ovviamente, il ricavato della vendita, viene interamente devoluto ai vari centri di ricerca….
Ma non soltanto.
Artisti come Shanell Papp ricostruiscono scheletri completi in ogni dettaglio e organi interni, che vengono poi usati come metodo didattico e simpatico per spiegare l’anatomia…
così ecco come si presenta il cuore:

ed ecco una laringe compresa ovviamente delle corde vocali:

Pochi anni fa, la psichiatra Karen Norberg, ha lavorato a maglia un cervello in tutte le sue parti apribile e richiudibile con una cerniera. L’opera, grande una volta e mezza un cervello reale, è ora esposta al Museo delle scienze di Boston.

Interrogata sul perché di un lavoro tanto certosino, Norberg ha risposto di averlo fatto per divertimento. Atteggiamento un po’ buddista o ars gratia artis, l’approccio di Norberg è dissacrante: “L’idea era di lavorare un oggetto che è, in qualche modo, misterioso e difficile, con del materiale comune e ‘morbidoso’ come del cotone a colori vivaci”.

Ovviamente alcune parti anatomiche si prestano bene anche come gadget per occasioni particolari; come gli addii al celibato :
ecco la bellissima versione di peni amigurumi arcobaleno, proposta dalla mitica Maria Teresa Casto !
perfetti fra l’altro, in questo 28 Giugno e che noi gomitoline dedichiamo, con orgoglio, alla campagna #It’s Human Pride, per chi non sapesse di cosa si tratta, ecco un estratto del manifesto : “Scendendo in piazza, sollevando lungo tutto il Paese l’onda dell’orgoglio – si legge nel documento politico sottoscritto dai 15 comitati territoriali – prendiamo parola per rivendicare il diritto a una piena cittadinanza in Italia per le persone gay, lesbiche, transgender, bisessuali, queer, intersessuali. Servono leggi che parlino di uguaglianza, di laicità, di autodeterminazione. Servono azioni concrete di contrasto ai crimini e alle parole d’odio, alle discriminazioni, alla messa ai margini; servono una cultura delle differenze e una nuova educazione alle affettività; servono scuole inclusive e al sicuro dalle manipolazioni dei poteri forti, luoghi sani in cui investire sulle future generazioni di cittadini e cittadine; e servono politiche del lavoro che sappiano farsi carico della diversità e valorizzarla, anziché considerarla un ostacolo per l’accesso”.